di Alessio Marenaci- In occasione del 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, che ricorrerà il prossimo 21 dicembre, abbiamo incontrato Don Gino per ripercorrere con lui le tappe fondamentali di una vita spesa tra fede, comunità e servizio. Dal nascere della vocazione fino alle esperienze pastorali che hanno segnato il suo lungo ministero.
Ripercorrendo la tua storia, quali esperienze della tua vita hanno contribuito alla nascita e alla maturazione della tua vocazione?
La vocazione è un “dono” che viene da Dio; ed è un “mistero” che non si spiega con la logica umana bensì con il lasciarsi guardare dal Signore, ascoltare la sua voce e rispondere con un “Si” generoso, impegnativo e responsabile. La testimonianza cristiana dei miei genitori, quell’essere portato ogni domenica alla messa sin dalla fanciullezza, il partecipare alle riunioni e alle catechesi della Confraternita dell’Addolorata, sono stati i primi semi vocazionali. Terminata la III media nella scuola del paese dovevo scegliere. L’esortazione di un anziano papà di un sacerdote del paese, di don Giuseppe Tondo, mi portò a presentarmi al mio parroco don Oronzo Margiotta e a chiedergli con timidezza e confusione “voglio entrare in seminario e diventare sacerdote”. Ha avuto così inizio l’avventura della mia vita verso il sacerdozio.

Tanti i volti e le persone che ti hanno raggiunto quel 21 dicembre 1975. Quali ricordi ti affiorano alla memoria ripensando al giorno della tua ordinazione?
Mons. Francesco Minerva volle ordinarmi sacerdote in quel solstizio d’inverno. Una domenica fredda e piovigginosa, ma viva e fervorosa in una comunità che gioiva nel partecipare ad una ordinazione sacerdotale. Da quel giorno ha avuto inizio il mio servizio sacerdotale alla Chiesa locale partendo da questa comunità di S Cesario dove per circa 8 anni mi sono dedicato alla catechesi e al mondo giovanile.
Oggi, a distanza di mezzo secolo, quali sono le esperienze pastorali che hanno segnato il tuo lungo cammino ministeriale?

“È tempo di lasciare i tuoi giovani di San Cesario; ma vai come missionario!”. Con queste parole Mons. Michele Mincuzzi mi inviò nel 1983 nella parrocchia di S. Vito in Lequile. Per ben 18 anni mi sono donato a quella giovane comunità povera di strutture pastorali, ma ricca di entusiasmo e di fervore. Sono stati anni di crescita spirituale e comunitaria soprattutto di aggregazione del mondo giovanile. Nel 1993 Mons. Francesco Ruppi, sapendo della stima che si aveva di me da parte dei fedeli, mi chiamò per affidarmi una seconda parrocchia, quella di San Basilio in Dragoni, due parrocchie attigue ma non sempre in comunione. Non è stato un compito facile ma le ho servito con amore e zelo sacerdotale dedicando il tutto della mia persona e del mio tempo. Nel 2000 Mons. Ruppi, terminando il sinodo diocesano, operò oltre venti avvicendamenti di parroci. Mi chiamò dicendomi: “La comunità di S. Cesario ti conosce, ha stima di te, e ti attende”. Così ha avuto inizio il mio lungo servizio pastorale in questa mia amata città. In questi anni, ho cercato sempre di mostrare la mia vicinanza alle famiglie e ai gruppi parrocchiali della comunità. Ho dovuto darmi premura delle chiese e dei locali parrocchiali che sono stati interessati da radicali lavori di ripristino delle strutture e in particolare, ultimamente, dell’Oratorio di San Salvatore nuova palestra di formazione umana e cristiana di ragazzi e giovani.
Un pastore con l’odore delle pecore. Come hai vissuto il tuo percorso di 25 anni a servizio della comunità parrocchiale di Santa Maria delle Grazie?
Esortato dai documenti del Concilio Vaticano II e raccogliendo le indicazioni del Magistero è stato mio impegno cercare le modalità e le strategie pastorali per educare alla fede e alla testimonianza cristiana i fedeli tutti. Con il forte aiuto dei laici ben formati e dei gruppi parrocchiali che mi sono stati accanto abbiamo curato la Chiesa fatta di persone per farla diventare famiglia di famiglie. Tanti i battesimi, le prime comunioni, le cresime e i matrimoni che hanno visto una comunità in festa per i suoi figli. Ora si continua a servire la comunità, avendo presente i tempi attuali, curando la formazione cristiana alla scuola del Vangelo con la cura della liturgia e la partecipazione attiva dei fedeli.
Il nostro augurio

La nostra redazione rivolge a Don Gino i più sentiti auguri per il 50° anniversario di ordinazione sacerdotale, ringraziandolo per il servizio svolto in tanti anni a favore delle comunità e del territorio. La cittadinanza è invitata a partecipare alla solenne concelebrazione eucaristica di ringraziamento, che si terrà domenica alle ore 18.30 presso la Chiesa Madre di San Cesario di Lecce, Parrocchia di Santa Maria delle Grazie.


